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Guida · Packaging design ed etichette

Packaging: cos'è, a cosa serve e come si progetta

Il packaging (in italiano confezione o imballaggio) è l'insieme di forma, materiali e grafica che contiene un prodotto, lo protegge, lo presenta e lo fa riconoscere.

In breve

Il packaging si divide in tre tipi: primario, a diretto contatto con il prodotto, secondario, che contiene o raggruppa i contenitori, e terziario, per il trasporto. Sulla confezione stanno anche le informazioni obbligatorie del prodotto e, in Italia, l'etichetta ambientale con il materiale di cui l'imballaggio è fatto.

Punti chiave

  • Packaging vuol dire confezione o imballaggio: forma, materiali e grafica insieme.
  • Il packaging primario è la confezione a diretto contatto con il prodotto.
  • Il packaging secondario contiene o raggruppa i contenitori, il terziario serve al trasporto.
  • In Italia l'etichetta ambientale è obbligatoria su tutti gli imballaggi dal 1° gennaio 2023.
  • La grafica di una scatola si dispone sul tracciato della fustella.

Cosa si intende con il termine packaging?

Il packaging è la confezione di un prodotto: la forma, i materiali e la grafica che lo contengono, lo proteggono e lo presentano a chi compra. La parola è inglese e in italiano corrisponde a confezione o imballaggio.

Il vocabolario Treccani definisce il packaging, nel linguaggio commerciale, come il complesso delle modalità di imballaggio, confezione e presentazione dei prodotti da offrire al pubblico, considerate per gli effetti che possono avere sul successo della vendita.

La legge usa la parola imballaggio. Il regolamento (UE) 2025/40, che si applica dal 12 agosto 2026, lo definisce all'articolo 3 come un articolo, di qualsiasi materiale, destinato a contenere e proteggere i prodotti e a consentirne la manipolazione, la consegna o la presentazione.

Il packaging design è invece il progetto della confezione: forma, materiali e grafica. È l'argomento della pagina packaging ed etichette.

Perché è importante il packaging e quali funzioni ha?

Il packaging è importante perché senza una confezione adatta il prodotto non si conserva, non si trasporta e non si riconosce sullo scaffale. Le sue funzioni sono cinque, le stesse che compaiono nella definizione di imballaggio del regolamento (UE) 2025/40.

  • Contenere: tiene insieme il prodotto, nella quantità che si vende.
  • Proteggere: ripara il prodotto da urti, luce e umidità fino al momento dell'uso.
  • Far maneggiare: permette di prendere, impilare ed esporre il prodotto.
  • Consegnare: accompagna il prodotto dal produttore al negozio e a chi compra.
  • Presentare: mostra il prodotto, il marchio e le informazioni a chi sceglie.

La presentazione è la parte che riguarda la grafica: sulla confezione stanno il marchio, il nome del prodotto e le informazioni obbligatorie. Forma, materiale e grafica del packaging si decidono insieme, prima della stampa.

Quanti tipi di packaging esistono?

I tipi di packaging sono tre: primario, a diretto contatto con il prodotto, secondario, che contiene o raggruppa i contenitori, e terziario, che serve al trasporto. La legge sugli imballaggi usa altri nomi e un altro criterio.

L'articolo 218 del decreto legislativo 152/2006 chiama primario l'imballaggio per la vendita, che forma l'unità di vendita per chi compra, secondario l'imballaggio multiplo, che raggruppa più unità di vendita, e terziario l'imballaggio per il trasporto. I due criteri non sempre coincidono: negli obblighi di legge valgono le definizioni di legge, non l'uso comune.

I tre tipi di packaging nell'uso comune e nell'articolo 218 del decreto legislativo 152/2006. Gli esempi sono casi comuni.
TipoNell'uso comuneNome di leggeEsempio comune
Packaging primarioA diretto contatto con il prodottoImballaggio per la venditaLa bottiglia del vino, il vasetto del miele
Packaging secondarioContiene o raggruppa i contenitoriImballaggio multiploIl cartone da sei bottiglie
Packaging terziarioServe al trasporto di più confezioniImballaggio per il trasportoIl bancale avvolto nella pellicola

Il regolamento (UE) 2025/40 usa i nomi imballaggio per la vendita, multiplo e per il trasporto, e nel considerando 10 precisa che corrispondono a primario, secondario e terziario. Lo stesso regolamento definisce a parte l'imballaggio per il commercio elettronico, usato per consegnare i prodotti venduti online.

Quali sono i principali materiali utilizzati nel packaging?

I principali materiali del packaging sono carta e cartone, plastica, vetro, metalli e legno. Sono le famiglie della decisione 97/129/CE, che assegna a ogni materiale di imballaggio una sigla e un numero e comprende anche tessili e materiali composti.

Esempi di sigle e numeri dei materiali di imballaggio. Fonte: allegati della decisione 97/129/CE della Commissione.
MaterialeFamigliaSigla e numero
Cartone ondulatoCarta e cartonePAP 20
Cartone non ondulatoCarta e cartonePAP 21
CartaCarta e cartonePAP 22
PolietilentereftalatoPlasticaPET 1
PolipropilenePlasticaPP 5
Vetro incoloreVetroGL 70
Vetro verdeVetroGL 71
AlluminioMetalliALU 41
AcciaioMetalliFE 40
SugheroLegnoFOR 51

Il materiale del packaging si sceglie dal prodotto: come si conserva, come si trasporta, dove si vende. Quando la confezione è una scatola di cartoncino, a produrla è un'azienda di cartotecnica.

Cosa inserire nel packaging di un prodotto?

Nel packaging di un prodotto vanno tre gruppi di contenuti: gli elementi di marca, le informazioni obbligatorie per quel tipo di prodotto e l'etichetta ambientale dell'imballaggio. Le informazioni obbligatorie cambiano da un settore all'altro.

  • Elementi di marca: logo, nome del prodotto, colori e immagini che lo fanno riconoscere.
  • Alimenti: le indicazioni dell'articolo 9 del regolamento (UE) n. 1169/2011, tra cui denominazione, ingredienti, allergeni, quantità netta, scadenza e operatore responsabile.
  • Cosmetici: le indicazioni dell'articolo 19 del regolamento (CE) n. 1223/2009, tra cui persona responsabile, contenuto nominale, durata, precauzioni, lotto, funzione e ingredienti.
  • Etichetta ambientale: la sigla del materiale e, per le confezioni destinate al consumatore, le indicazioni per la raccolta differenziata.

L'etichetta ambientale è obbligatoria in Italia per tutti gli imballaggi dal 1° gennaio 2023. Secondo le linee guida del ministero dell'Ambiente, le informazioni possono stare sulla confezione oppure su un canale digitale, come un QR code, con le istruzioni per trovarle. Il regolamento (UE) 2025/40 prevede un'etichetta europea armonizzata sui materiali, non prima del 12 agosto 2028, e dalla stessa data abroga la decisione 97/129/CE.

Vino, miele e olio hanno anche regole proprie: quelle del vino sono nella guida sull'etichetta del vino.

Come si realizza un packaging?

Un packaging si realizza in sei passi, dal prodotto alla stampa. Alla fine hai i file esecutivi pronti per chi stampa e produce la confezione.

  1. Definisci prodotto e contenitore

    Stabilisci che prodotto è, dove si vende e in che contenitore va: vasetto, bottiglia, scatola. Servono le misure reali del contenitore.

  2. Raccogli i testi obbligatori

    Prepara i testi che per legge devono comparire su quel prodotto e falli verificare. Vanno consegnati prima della grafica, perché occupano spazio.

  3. Scegli materiali e finiture

    Carta, finiture e nobilitazioni di stampa si decidono con chi produce la confezione, prima dell'esecutivo: cambiano la resa dei colori.

  4. Procurati il tracciato della fustella

    Per una scatola serve il tracciato della fustella, che indica dove cadono tagli, pieghe e incollature. La grafica si dispone su quel tracciato.

  5. Progetta e correggi la bozza

    La prima proposta grafica si costruisce sulle misure reali, con i testi al loro posto. Si decide cosa tenere e cosa correggere.

  6. Prepara l'esecutivo e stampa

    Approvata la bozza, si prepara il file definitivo con misure, colori e testi al loro posto, e lo si consegna a chi stampa.

Il tracciato della fustella di un astuccio: fronte, fianchi, retro, coperchio, fondo e aletta di incollaggio. Linea continua per il taglio, tratteggiata per la piega.

Il costo di un packaging cambia con il numero di confezioni e di formati e con i tempi di consegna: si scrive nel preventivo. Come si costruisce il file finale è spiegato nella guida su come preparare un file per la stampa.

Chi si occupa del packaging di un prodotto?

Del packaging di un prodotto si occupano quattro figure: il produttore, il packaging designer, chi stampa o produce la confezione e il consulente che verifica i testi. Ognuna ha un compito diverso.

  • Il produttore: decide prodotto, contenitore e testi, e risponde delle informazioni sulla confezione.
  • Il packaging designer: progetta la grafica della confezione e prepara i file esecutivi.
  • Chi stampa o produce la confezione: tipografia, etichettificio o scatolificio, con i propri materiali e le proprie macchine.
  • Il consulente: verifica che i testi obbligatori siano corretti per quel prodotto.

Il servizio

Packaging design ed etichette

Sono Gaia Rundo, graphic designer a Catania: mi occupo di packaging design ed etichette per alimenti, vino e prodotti di bellezza.

Esempi di packaging ed etichette dal portfolio

Domande frequenti sul packaging

Un packaging designer progetta la confezione di un prodotto: forma, materiali e grafica. Per la parte grafica dispone marchio, immagini e testi obbligatori sulle misure reali del contenitore e, per una scatola, sul tracciato della fustella. Alla fine consegna i file esecutivi pronti per chi stampa.

Con packaging sostenibile si intende di solito una confezione che usa meno materiale e si può riciclare o riutilizzare. Il regolamento (UE) 2025/40 stabilisce all'articolo 6 che tutti gli imballaggi immessi sul mercato siano riciclabili. L'articolo 10 chiede che, entro il 1° gennaio 2030, peso e volume siano ridotti al minimo necessario, e vieta, salvo eccezioni, doppie pareti e falsi fondi che servono solo ad aumentare il volume percepito.

Secondo le linee guida del ministero dell'Ambiente sull'etichettatura degli imballaggi, un imballaggio è riciclabile, ai sensi della norma UNI EN ISO 13430, quando esistono una tecnologia efficiente per riciclarlo, quantità sufficienti a rendere gestibile il processo e un mercato per i materiali ottenuti. Chi scrive riciclabile sulla confezione segue la norma UNI EN ISO 14021 sulle asserzioni ambientali.

Chi scrive

Gaia Rundo

Gaia Rundo è una graphic designer di Catania. Progetta loghi e identità visive, packaging ed etichette, campagne pubblicitarie, libri e cataloghi, siti web, e segue la stampa con le tipografie.

Lo studio grafico a Catania

Fonti

  1. Packaging, Vocabolario on line, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani (consultata il 10 ottobre 2026)
  2. Regolamento (UE) 2025/40 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2024, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, EUR-Lex, Unione europea (consultata il 10 ottobre 2026)
  3. Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, articolo 218: definizioni, testo vigente al 10 ottobre 2026, Normattiva (consultata il 10 ottobre 2026)
  4. Decisione 97/129/CE della Commissione, del 28 gennaio 1997, che istituisce un sistema di identificazione per i materiali di imballaggio, EUR-Lex, Unione europea (consultata il 10 ottobre 2026)
  5. Regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, testo consolidato al 1° aprile 2025, EUR-Lex, Unione europea (consultata il 10 ottobre 2026)
  6. Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, testo consolidato al 18 maggio 2026, EUR-Lex, Unione europea (consultata il 10 ottobre 2026)
  7. Linee guida sull'etichettatura degli imballaggi ai sensi dell'art. 219, comma 5, del d.lgs. 152/2006, adottate con decreto n. 360 del 28 settembre 2022, Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (consultata il 10 ottobre 2026)
  8. I marchi FSC, FSC Italia, Forest Stewardship Council (consultata il 10 ottobre 2026)

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